Regolamento di Mediazione

 

REGOLAMENTO DI MEDIAZIONE

ITALCONCILIA - Associazione Mediatori Professionisti



INDICE



Art. 1. Preambolo
Art. 2. Scopo della mediazione
Art. 3. Ambito di applicazione
Art. 4. Sede dell’Organismo
Art. 5. Segreteria
Art. 6. Il mediatore: poteri, nomina e sostituzione
Art. 7. Iscrizione e decadenza del mediatore
Art. 8. Criteri per la nomina del mediatore
Art. 9. Tirocinio assistito
Art. 10. Procedimento di mediazione
Art. 11. Adempimenti della parte che aderisce alla mediazione
Art. 12. Accesso al gratuito patrocinio
Art. 13. Svolgimento della mediazione
Art. 14. Presenza delle parti e loro rappresentanza
Art. 15. Riservatezza del procedimento e inutilizzabilità delle informazioni
Art. 16. Conclusione del procedimento
Art. 17. Durata della mediazione
Art. 18. Efficacia esecutiva del verbale di accordo
Art. 19. Responsabilità delle parti
Art. 20. Responsabilità del servizio di mediazione
Art. 21. Spese del procedimento
Art. 22. Modifiche del regolamento
Art. 23. Allegati al presente regolamento


Allegati: Allegato “A” Tabella delle indennità
Allegato “B” Norme di comportamento per i mediatori
Allegato “C” Scheda di valutazione della mediazione



Art. 1
preambolo

1. Il presente regolamento disciplina la procedura di mediazione amministrata da “ITALCONCILIA - Associazione Mediatori Professionisti”, con sede in Ariano Irpino (AV), al Corso Europa, 43 (di seguito chiamata in breve Associazione).

2. In caso di sospensione o cancellazione dell’Associazione dal Registro degli organismi di mediazione, i procedimenti di mediazione in corso proseguono presso l’Organismo scelto dalle parti entro 15 gg. dalla data di sospensione o cancellazione; in mancanza, l’Organismo è scelto dal Presidente del Tribunale del luogo in cui il procedimento è in corso.



Art. 2
scopo della mediazione

1. La mediazione è una procedura stragiudiziale, non contenziosa, di composizione alternativa delle controversie. Essa si fonda essenzialmente sulla volontà delle parti di definire la lite innanzi ad un terzo, neutrale ed imparziale rispetto alle stesse ed alla controversia, che guidi le medesime nella negoziazione, promuovendo e favorendo il raggiungimento dell’accordo.

2. La procedura di mediazione è fondata sui principi della informalità, celerità e riservatezza.

3. Iniziato il procedimento di mediazione, le parti, in ogni momento, potranno decidere di rinunziarvi, salvi gli effetti di legge e l’obbligo del pagamento delle indennità di mediazione. In tal caso, il mediatore redige verbale negativo per rinuncia al tentativo di mediazione.

4. Le parti devono essere libere di partecipare alla mediazione nel modo che ritengono più opportuno e non sono in alcun modo vincolate a rendere dichiarazioni o a rimettere atti che esse vogliono tenere riservati, né il mediatore può in alcun modo indurre le parti in tal senso.

5. Deve essere reso noto alle parti che, qualora esse non raggiungano l’accordo, rimane immutato il loro diritto ad accedere alla giurisdizione ordinaria.



Art. 3
ambito di applicazione

1. Il presente regolamento si applica alla procedura di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali di cui al d.lgs. n. 28/2010 e s.m.i

2. E’ in facoltà delle parti e del mediatore, d’intesa con il responsabile dell’Organismo, concordare deroghe al presente regolamento, nel rispetto della legge.



Art. 4
sede dell'Organismo

1. Il procedimento si svolge, senza formalità, presso la sede principale o una delle sedi secondarie dell’Organismo.

2. Il responsabile dell’Organismo può fissare lo svolgimento del procedimento in altro luogo ritenuto più idoneo, con il consenso di tutte le parti e del mediatore.



Art. 5
segreteria

1. Alla Segreteria è demandato il compito dell’amministrazione del servizio di mediazione.

2. Ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 e s.m.i., tutti i soggetti addetti alla Segreteria sono tenuti all’obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite.

3. Agli stessi è fatto assoluto divieto di prestare attività di consulenza giuridica o di mediazione, di entrare nel merito della controversia, di offrire alle parti suggerimenti o indicazioni che pregiudichino l’imparzialità.

4. La Segreteria tiene un registro, anche informatico, degli affari di mediazione (R.A.M.), con le annotazioni, per ogni singolo procedimento, del numero progressivo, dei dati identificativi delle parti, dell’oggetto della mediazione, del mediatore o dei mediatori designati, della durata del procedimento e del relativo esito.

5. La Segreteria, all’atto del ricevimento della domanda, verifica che essa abbia il contenuto minimo richiesto dalla legge ed in particolare che indichi: l’Organismo adito;
le generalità delle parti;
l’oggetto della controversia;
le ragioni della pretesa;
il valore della lite.

6. Qualora la parte che presenti la domanda di mediazione non sia in grado di fornire con esattezza le generalità della controparte, è necessario che venga verificato che vi siano almeno gli estremi che la rendano in qualche modo identificabile e raggiungibile. Nel caso in cui uno degli elementi di cui sopra sia estremamente generico o non indicato, la Segreteria richiederà alla parte istante di integrare le informazioni fornite; diversamente, la domanda non potrà essere accolta.

7. Effettuata la verifica, la Segreteria:
- consegna alla parte istante la ricevuta di avvenuto deposito, che dovrà obbligatoriamente contenere l’indicazione della data e dell’ora dell’avvenuta consegna;
- annota la domanda nell’apposito Registro;
- invia gli atti al responsabile dell’Organismo per la designazione del mediatore e per la fissazione della data del primo incontro tra le parti non oltre 30 giorni dal deposito della domanda;
- ricevuta la comunicazione di designazione, comunica al mediatore l’avvenuta nomina. In caso di legittimo impedimento da parte del mediatore designato o di mancata accettazione della nomina nel termine di due giorni di cui all’art. 6 del presente regolamento, la Segreteria richiede al responsabile dell’Organismo di procedere a nuova nomina;
- comunica alla controparte la domanda, la data e il luogo del primo incontro con ogni mezzo idoneo ad assicurarne il ricevimento.



Art. 6
il mediatore: poteri, nomina e sostituzione

1. Il mediatore è la persona che, individualmente o collegialmente, svolge l’attività di mediazione coadiuvando le parti nel raggiungimento di un accordo volto alla risoluzione amichevole della controversia sussistente tra le stesse.

2. Durante il primo incontro, il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, le invita ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento, altrimenti provvede a redigere verbale di mancato accordo.

3. Il mediatore non può, nel corso dell’attività per cui è stato designato, assumere decisioni vincolanti per i destinatari del servizio di mediazione, né può svolgere attività di consulenza giuridica o tecnica relativamente all’oggetto della controversia.

4. Nei casi di mediazione obbligatoria ex art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. 28/2010 e s.m.i., il mediatore è obbligato a svolgere l’incontro con la parte istante anche in mancanza di adesione della parte invitata.

5. Il mediatore è libero di condurre gli incontri di mediazione nel modo che ritiene più opportuno, tenendo in considerazione le circostanze del caso, la volontà delle parti e la necessità di trovare una rapida soluzione alla lite.

6. Il mediatore è autorizzato a tenere incontri congiunti e separati con le parti. Alcune fasi della mediazione possono anche svolgersi in videoconferenza o telefonicamente, su indicazione del mediatore, sentite le parti.

7. Il mediatore, altresì:

  • - opera nel rispetto del presente regolamento e delle “Norme di comportamento” riportate nell’Allegato “B”, secondo oggettività, buona fede, equità e creatività nel far emergere soluzioni in grado di soddisfare gli interessi delle parti;
  • - qualora lo ritenga utile per il buon esito della risoluzione della controversia, può chiedere alle parti ulteriori informazioni anche in incontri separati.

8. La nomina del mediatore da parte del responsabile dell’Organismo avviene in conformità dei criteri dettati dall’art. 8 del presente regolamento, tenuto conto delle competenze specifiche richieste per ogni singolo procedimento in modo da garantire che lo stesso sia svolto nel rispetto dell’assoluta imparzialità, celerità e riservatezza.

9. Il mediatore è obbligato ad accettare tutti gli incarichi di mediazione affidatigli, salvo giustificati motivi. Il rifiuto di accettare un incarico sarà valutato ai fini delle successive attribuzioni.

10. Il mediatore deve accettare l’incarico entro due giorni dal ricevimento della comunicazione di nomina e sottoscrivere la dichiarazione di imparzialità di cui all’art. 14, comma 2, lettera a), del d.lgs. n. 28/2010 e s.m.i., in mancanza della quale il procedimento di mediazione non potrà avere inizio.

11. Qualora, in ogni momento del procedimento, egli venga a conoscenza di cause che limitino o rendano impossibile il rispetto degli obblighi di neutralità, imparzialità e riservatezza, dovrà informare il responsabile dell’Organismo, il quale provvederà con sollecitudine alla sua sostituzione.

12. Le parti hanno facoltà di chiedere la sostituzione del mediatore per giustificato motivo. La richiesta, indirizzata al responsabile dell’Organismo, dovrà avvenire con atto scritto da depositare presso la Segreteria. Il responsabile, valutata l’attendibilità della motivazione, procederà alla sostituzione del mediatore.

13. Il mediatore dovrà mantenere gli standard qualitativi richiesti dall’Organismo, partecipando ai corsi di aggiornamento programmati e a quelli previsti dalla vigente normativa.

14. Il mediatore non deve trovarsi in alcuna delle cause di incompatibilità previste dalla legge e dal presente regolamento.

15. In particolare, egli ha il dovere di rifiutare l’incarico assegnatogli con riferimento alla singola controversia per la quale viene chiamato a svolgere attività di mediazione:

  1. se ha interessi di qualunque natura, diritti od obblighi connessi direttamente o indirettamente con gli affari trattati nel procedimento;
  2. se è legato da rapporti di parentela o affinità fino al quarto grado con una delle parti;
  3. se ha cause pendenti con una delle parti;
  4. se è tutore, curatore, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti;

16. Il mediatore non potrà svolgere, conclusa l’attività di mediazione per la quale è stato designato, in favore delle parti ed in merito alla stessa controversia o a controversie da essa derivate, attività di consulente, difensore o perito.



Art. 7
iscrizione e decadenza del mediatore

1. L’Organismo istituisce un registro dove annota le iscrizioni dei mediatori in ordine cronologico.

2. Per ottenere l’iscrizione nel registro, il richiedente deve presentare apposita domanda corredata da:
- dichiarazione di disponibilità;
- curriculum sintetico con indicazione specifica dei requisiti di cui all’art. 4, comma 3, lettere a) e b), del DM n. 180/2010;
- attestazione di possesso dei requisiti di cui all’art.4, comma 3, lettera c), del DM n. 180/2010;
- dichiarazione attestante il numero degli Organismi ai quali ha presentato istanza di iscrizione che, in ogni caso, non può essere superiore a 5;
- elenco delle materie per le quali dichiara la sua competenza (al massimo cinque) e sedi dell’Organismo presso cui intende espletare l’attività.
- attestazione del versamento della quota annua d’iscrizione all’Organismo.

3. Il mediatore può revocare l’iscrizione presso l’Organismo in un qualunque momento, dandone avviso con raccomandata A/R al Consiglio Direttivo. Gli effetti decorreranno a partire dalla data di conclusione degli incarichi a lui affidati.

4. La quota annua per il rinnovo dell’iscrizione deve essere versata anticipatamente e perentoriamente entro il 31 gennaio di ogni anno. Il mediatore decade automaticamente dal diritto di essere iscritto presso l’Organismo, a seguito del mancato versamento della quota annua d’iscrizione entro il suddetto termine. Gli effetti decorreranno a partire dalla data di conclusione degli incarichi a lui affidati.

5. Il mediatore può essere altresì cancellato dal registro tenuto dall’Organismo al sopraggiungere di un’incompatibilità che non possa essere rimossa o di una causa che impedisca la continuazione del rapporto. La decisione sarà adottata dal Consiglio Direttivo dell’Associazione, previa audizione dell’interessato. Gli effetti della cancellazione decorreranno dalla data di ricevimento, da parte dell’interessato, della comunicazione inviata a mezzo raccomandata A/R. Nel caso in cui all’atto della cancellazione sussistano procedimenti in corso assegnati al mediatore interessato, il responsabile dell’Organismo nomina un nuovo mediatore.

6. La cancellazione, qualunque sia la causa, non dà diritto al rimborso, nemmeno parziale, della quota annua d’iscrizione.

7. L’Organismo verifica la professionalità dei propri iscritti, il possesso da parte dei medesimi di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale e comunque nei limiti e nelle forme fissate dalle vigenti norme in materia di formazione dei mediatori.



Art. 8
criteri per la nomina del mediatore

1. Il responsabile dell’Organismo, in ossequio ai principi di equità e trasparenza, designa il mediatore idoneo al rapido e corretto svolgimento dell’incarico tra coloro che sono iscritti nel registro di cui all’art. 7 del presente regolamento, tenute in considerazione, in primo luogo, la specifica competenza professionale desunta anche dalla tipologia di laurea posseduta, la sua dichiarazione di competenza per specifiche materie e la sua eventuale preferenza per una o più sedi accreditate dal Ministero della Giustizia.

2. A tal fine, il responsabile dell’Organismo provvede a compilare elenchi di mediatori suddivisi per categorie e per sedi, tenendo conto delle diverse aree di specifica competenza professionale e delle preferenze espresse. Ai fini della designazione dei mediatori iscritti nei suddetti elenchi si applicherà il criterio della turnazione tenendo conto delle diverse aree di competenza e degli ulteriori criteri indicati al successivo punto 3.

3. Valutata la natura della controversia, ove trattasi di conflitto rientrante in ambiti che, secondo la valutazione del responsabile, sono da considerarsi di normale gestione, si assegnerà il procedimento tenendo conto: a) dell’esperienza maturata in ambito professionale e nell’ambito dell’espletamento dell’attività di mediazione; b) del numero di mediazioni svolte, di quelle andate a buon fine, del totale dei compensi percepiti, degli incarichi rinunciati, delle assenze ingiustificate, dei meriti conseguiti in rapporto ai giudizi riportati dalle parti nella scheda di valutazione del servizio; c) della partecipazione ai corsi di aggiornamento; d) del tipo di rapporto intrattenuto con l’Organismo (in esclusiva o meno) e dell’anzianità d’iscrizione all’Organismo; e) dell’eventuale criterio di turnazione.

4. Ove trattasi, a giudizio del responsabile, di controversia che presenta profili di particolare difficoltà (sia sul piano tecnico-giuridico che di applicazione delle tecniche di mediazione), si procederà alla nomina di mediatori ritenuti di più alto grado di competenza.

5. Le parti possono fornire una comune indicazione del mediatore tra quelli inseriti nella lista dell’Organismo. Se il responsabile, a suo insindacabile giudizio, non ravvisa motivi che vi ostino, il mediatore indicato dalle parti viene designato anche in deroga al rispetto dei criteri interni di affidamento degli incarichi.

6. Il responsabile dell’Organismo può nominare, a suo insindacabile giudizio, un collegio di Mediatori.



Art. 9
tirocinio assistito

1. Il tirocinio assistito, in attuazione dell’art. 4, comma 3, del DM n. 180/2010, così come modificato dal DM n. 145/2011, è la specifica formazione pratica richiesta al mediatore nel biennio di aggiornamento, consistente nella partecipazione, sotto la guida di un mediatore esperto (tutor), ad almeno 20 casi di mediazione svolti presso Organismi iscritti nell’apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia.

2. Il compimento del tirocinio formativo richiede che il mediatore partecipi allo svolgimento di taluna delle fasi del procedimento di mediazione in presenza delle parti, limitandosi ad assistere alla mediazione compiuta dal tutor, senza svolgere ulteriori attività.

3. Il tirocinio assistito è gratuito, così come stabilito dall’art. 8, comma 4, del DM n. 180/2010.

4. I tutor sono tenuti ad accogliere i praticanti in ogni fase del procedimento di mediazione, istruendoli e preparandoli all’esercizio della professione, anche per quanto attiene all’osservanza dei principi deontologici.

5. Al tirocinante si applicano le norme relative al dovere di segretezza e riservatezza previste dal presente regolamento per il mediatore, comprese quelle relative alla sostituzione per giustificato motivo.



Art. 10
procedimento di mediazione

1. Ai sensi dell’art. 4, comma 1, del d.lgs. n. 28/10 e s.m.i., il procedimento ha inizio a seguito di presentazione di apposita domanda di mediazione presso la Segreteria dell’Organismo che ha sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia, unitamente all’attestazione del versamento delle spese di avvio, in mancanza del quale la richiesta di mediazione non può essere accettata.

2. Alla domanda deve essere allegata la documentazione atta a dimostrare la legittimazione della parte istante.

3. La domanda può essere presentata con deposito diretto presso la Segreteria ovvero inviata per posta certificata o a mezzo di lettera raccomandata a/r. In questi ultimi due casi, dovrà essere inviata anche la copia del versamento relativo alle spese di avvio della procedura.

4. La domanda deve contenere, a pena di inammissibilità:

  • a) le generalità della parte richiedente con i recapiti telefonici ed elettronici ed il codice fiscale;
  • b) le generalità e l’indirizzo della parte invitata alla mediazione;
  • c) l'oggetto della domanda con una sommaria descrizione dei fatti e dei motivi del contendere;
  • d) l’indicazione del valore della lite;
  • e) l’accettazione del presente regolamento e delle tariffe indicate nella tabella delle indennità di mediazione di cui all’allegato “A”;
  • f) l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

5. Alla domanda possono essere allegati tutti i documenti che la parte ritiene utili o necessari, specificando espressamente quali di essi devono rimanere riservati e diretti al solo mediatore.

6. La domanda è esente da imposta di bollo, tassa e diritti di qualunque natura.



Art. 11
adempimenti della parte che aderisce alla mediazione

1. La parte invitata alla mediazione deve comunicare alla Segreteria dell’Organismo, mediante consegna diretta o a mezzo lettera raccomandata a/r o attraverso posta elettronica certificata, la sua dichiarazione di accettazione, con allegata la copia della ricevuta attestante il versamento delle spese di avvio.

2. Con l’accettazione, l’invitato s’impegna a corrispondere i diritti di mediazione, dovuti in solido tra le parti.

3. La parte che intende aderire alla mediazione può chiedere il differimento della data fissata per il primo incontro di mediazione, in presenza di giustificati motivi.



Art. 12
accesso al gratuito patrocinio

1. Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis, ovvero è disposta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2, d.lgs 28/2010 e s.m.i., all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115. A tal fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.

2. Il mediatore, in un procedimento ove tutte le parti abbiano diritto al gratuito patrocinio, deve svolgere la sua prestazione gratuitamente. Nel caso in cui al gratuito patrocinio siano ammesse solo alcune delle parti in lite, il mediatore riceve un’indennità commisurata al numero delle parti paganti.



Art. 13
svolgimento della mediazione

1. La mediazione è una procedura volontaria e le parti sono libere di rinunciarvi in qualunque momento, previa espressa comunicazione al mediatore che redigerà verbale negativo per mancata adesione.

2. Le parti partecipano all’incontro di mediazione con il reciproco impegno di cooperare tra loro per la ricerca della soluzione più vantaggiosa per entrambe.

3. Le parti possono chiedere, in qualunque fase del procedimento, un incontro separato con il mediatore. Il mediatore si impegna, in tal caso, a non comunicare all’altra parte alcuna notizia di cui abbia avuto conoscenza durante l’incontro, salvo espressa autorizzazione risultante da documento sottoscritto dalla stessa.

4. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’Organismo può nominare consulenti tecnici d’ufficio, su richiesta del mediatore e con il consenso delle parti che se ne assumeranno gli oneri in parti uguali. Il loro compenso viene determinato secondo le tariffe professionali, se esistenti, o diversamente concordato con le parti. Le spese di consulenza non rientrano negli importi previsti nella tabella delle indennità di mediazione di cui all’allegato “A” del presente regolamento.

5. Alla mediazione possono partecipare mediatori iscritti presso l’Organismo in qualità di tirocinanti, secondo la disciplina dettata dall’art. 9 del presente regolamento.

6. La mediazione e le comunicazioni tra tutte le parti potranno avvenire anche attraverso procedure telematiche descritte sul sito dell’Organismo. Il servizio telematico è organizzato in modo da garantire il rispetto delle norme relative alla sicurezza e alla riservatezza delle comunicazioni.



Art. 14
presenza delle parti e loro rappresentanza

1. Le persone fisiche partecipano agli incontri di mediazione personalmente, mentre le persone giuridiche partecipano tramite un rappresentante fornito dei necessari poteri per definire la controversia.

2. Le parti sono libere di farsi assistere durante gli incontri da professionisti di loro fiducia.

3. Le parti possono, altresì, farsi rappresentare da terzi muniti di apposita procura a conciliare con firma autenticata.

4. Nei casi di mediazione obbligatoria ex art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. 28/2010, l’istante deve necessariamente presentarsi all’incontro di mediazione, indipendentemente dal fatto che l’altra parte abbia eventualmente comunicato la sua mancata adesione, essendo demandato al mediatore il compito di verbalizzare la contumacia dell’invitato. Diversamente, l’istante non potrà chiedere il rilascio dell’attestazione di conclusione del procedimento di mediazione.



Art. 15
riservatezza del procedimento e inutilizzabilità delle informazioni

1. Il procedimento di mediazione è riservato. Tutte le informazioni e tutto quanto viene riferito nel corso dell’incontro o degli incontri non può essere registrato né verbalizzato.

2. Nel corso del procedimento, il mediatore può prendere appunti durante la narrazione dei fatti relativi alla controversia, previa comunicazione alle parti che quanto riportato sarà distrutto al termine del procedimento stesso.

3. Al mediatore, alle parti ed ai terzi che partecipano agli incontri è fatto divieto di divulgare i fatti e le dichiarazioni appresi durante il procedimento.

4. In particolare è fatto divieto di diffondere:

  • a) qualsiasi documento, dichiarazione o comunicazione proveniente da una delle parti, a meno che tali documenti siano pubblici;
  • b) qualsiasi documento relativo alla proposta del mediatore;
  • c) i fatti narrati nel corso del procedimento

5. Chiunque presti la propria opera o il proprio servizio nell’Organismo, o comunque nell’ambito del procedimento di mediazione, è tenuto all’obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese ed alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo.

6. Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio.

7. Il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, né davanti all’autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. Al mediatore si applicano le disposizioni dell’art. 200 c.p.p. e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell’art. 103 c.p.p. in quanto applicabili.

8. Ciascuna delle parti potrà accedere agli atti del procedimento di mediazione depositati nelle sessioni comuni ovvero, per ciascuna di esse, nella propria sessione separata, che il responsabile dell’Organismo è tenuto a custodire in apposito fascicolo debitamente registrato e numerato nell’ambito del registro degli affari di mediazione.

9. L’Organismo garantisce la sicurezza e la riservatezza del trattamento dei dati personali delle parti.

10. È consentita solo la diffusione di dati statistici da cui non sia possibile risalire all’identità delle parti, salvo diversa volontà delle stesse.



Art. 16
conclusione del procedimento

1. La procedura di mediazione può concludersi:
- con il raggiungimento spontaneo di un accordo amichevole tra le parti o con il mancato raggiungimento dell’accordo.
- con l’accettazione della proposta del mediatore o con la mancata accettazione della proposta da parte di una o di entrambe le parti.

2. Se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale, contenente o al quale è allegato il testo dell’accordo.

3. Quando le parti non raggiungono spontaneamente un accordo, il mediatore, su richiesta di una o di entrambe le parti, formula una proposta di conciliazione. In questo caso, prima della formulazione, il mediatore informerà le parti circa le conseguenze poste a loro carico ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 28/2010 e s.m.i., in caso di mancata accettazione.

4. La proposta può essere formulata da un mediatore diverso da quello che ha condotto la mediazione, sulla scorta delle sole informazioni che le parti intendono offrire al mediatore proponente designato dal responsabile dell’Organismo.

5. Il mediatore, nella formulazione della proposta, salvo che a ciò non sia autorizzato espressamente e per iscritto dalle parti, non può fare in alcun modo riferimento alle informazioni acquisite nel corso della procedura, né fornire considerazioni circa il comportamento o l’atteggiamento tenuto dalle parti.

6. La proposta del mediatore sarà comunicata per iscritto a ciascuna parte, con invito a far pervenire, per iscritto ed entro sette giorni dalla comunicazione, l’accettazione o il rifiuto della stessa, specificando che la mancata risposta equivale a rifiuto della proposta.

7. Se la proposta è accettata, il mediatore procederà a stilare verbale di accordo, con l’indicazione della proposta accettata.

8. In caso di mancata accettazione, verrà stilato verbale di mancato accordo per mancata accettazione della proposta.

9. Il mancato raggiungimento dell’accordo si potrà, inoltre, verificare nei seguenti casi:

  • impossibilità delle parti di addivenire ad una conclusione amichevole;
  • rinuncia espressa di una o di entrambe le parti, in ogni momento del procedimento di mediazione;
  • mancata presentazione di entrambe le parti al primo incontro;
  • mancata presentazione di una delle parti a due incontri consecutivi.

10. Il verbale è sottoscritto dalle parti e dai loro avvocati innanzi al mediatore che certifica l’autografia della firma, previa identificazione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere. Esso è depositato presso la Segreteria dell’Organismo e ne può essere rilasciata copia solo alle parti in regola con il pagamento delle intere indennità relative al procedimento di mediazione.

11. Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’art. 2643 c.c., per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

12. Il verbale di accordo contiene anche le modalità per l’esecuzione, il termine ed eventuali penalità per il ritardo o l’inadempimento e costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione in forma specifica e l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

13. Al termine del procedimento di mediazione, a ciascuna parte viene consegnata la scheda di valutazione del servizio, allegata al presente regolamento, da trasmettere al responsabile del Registro degli Organismi di mediazione tenuto dal Ministero della Giustizia.

14. Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa e diritto di qualsiasi specie o natura.

15. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di euro 50mila, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.



Art. 17
durata della mediazione

1. Il procedimento di mediazione non può avere durata superiore a tre mesi.

2. Il termine decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione ovvero dalla scadenza del termine fissato dal giudice per il deposito della stessa.

3. La data di conclusione è quella della redazione del verbale di conciliazione o mancata conciliazione.

4. Non sono in nessun caso ammesse proroghe ad istanza delle parti.

5. L’esito negativo di un procedimento, anche per assenza delle parti, non esclude la proposizione di altra istanza, anche presso lo stesso Organismo.



Art. 18
efficacia esecutiva del verbale di accordo

1. Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna o rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare o non fare nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. In tutti gli altri casi, l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto per Presidente del tribunale, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell’ordine pubblico.



Art. 19
responsabilità delle parti

1. Le parti sono responsabili in ordine alle seguenti competenze:

  • assoggettabilità della controversia alla procedura di mediazione, eventuali esclusioni, preclusioni, prescrizioni e decadenze che non siano state espressamente segnalate dalle parti all’atto del deposito dell’istanza;
  • indicazioni circa l’oggetto e le ragioni della pretesa contenute nell’istanza di mediazione;
  • individuazione dei soggetti che devono partecipare alla mediazione, con particolare riguardo al litisconsorzio necessario, in caso di controversie in cui le parti intendano esercitare l’azione giudiziale nelle materie per le quali la mediazione è prevista come condizione di procedibilità;
  • indicazione dei recapiti dei soggetti a cui inviare le comunicazioni;
  • determinazione del valore della controversia;
  • forma e contenuto dell’atto di delega al proprio rappresentante;
  • dichiarazioni in merito al gratuito patrocinio, alla non esistenza di più domande relative alla stessa controversia ed ogni altra dichiarazione che venga fornita all’Organismo o al mediatore dal deposito dell’istanza alla conclusione del procedimento.

2. L’Organismo ed il mediatore non garantiscono il raggiungimento dell’accordo tra le parti.



Art. 20
responsabilità del servizio di mediazione

1. La violazione dell’obbligo di riservatezza, indipendenza, neutralità ed imparzialità del mediatore comporta, a carico dello stesso, l’applicazione delle sanzioni disciplinari della sospensione o esclusione dagli incarichi di mediatore e/o dal registro dei mediatori, nonché dalle cariche ricoperte nell’Associazione.

2. Il mediatore designato deve eseguire personalmente la sua prestazione.



Art. 21
criteri di determinazione dell'indennità

1. Ciascuna parte è tenuta al pagamento di un’indennità di mediazione, così come indicato nella tabella delle indennità di cui all’allegato “A” del presente regolamento. L'indennità comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di mediazione. Ai sensi dell’art.16 del DI 145/2011 e della circolare 20 dicembre 2011 dovranno essere corrisposte: spese di avvio euro 40 più spese vive documentate (raccomandate inviate per convocazioni ecc…).

2. Per le spese di avvio, a valere sull’indennità complessiva, è dovuto da ciascuna parte un importo di euro 40,00, oltre iva, che è versato dall’istante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte chiamata alla mediazione al momento della sua adesione al procedimento.

3. Dall’importo sono escluse tutte le spese inerenti alla procedura, sostenute dall'Organismo, compreso quelle relative agli inviti e alle comunicazioni alle parti.

4. Le spese di mediazione, pari all’importo corrispondente allo scaglione nel quale è compreso il valore della lite, devono essere corrisposte, in misura non inferiore alla metà, al termine del primo incontro, quando le parti hanno concordemente manifestato la propria volontà di iniziare la procedura di mediazione. L’eventuale parte non versata e gli eventuali aumenti devono essere corrisposti prima della conclusione del procedimento e sono condizione per il rilascio del verbale conclusivo della mediazione.

5. Qualora il valore della lite risulti indeterminato, indeterminabile o vi sia una notevole divergenza sulla stima, l'Organismo decide il valore di riferimento, sino al limite di euro 250.000,00 e lo comunica alle parti, unitamente alla rideterminazione degli importi dovuti per le spese di mediazione.

6. Le spese di mediazione saranno in ogni caso calcolate sul corrispondente scaglione, se all’esito del procedimento di mediazione il valore della lite risulta maggiore di quello dichiarato dalle parti.

7. L’importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento, come determinato a norma della medesima tabella A:

  • a) può essere aumentato in misura non superiore ad un quinto, tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà dell'affare;
  • b) deve essere aumentato in misura non superiore ad un quarto in caso di successo della mediazione;
  • c) deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione della proposta di cui all’art. 16 del presente regolamento;
  • d) nelle materie di cui all’art. 5, comma 1-bis, d.lgs. n. 28/2010, deve essere ridotto di un terzo per i primi sei scaglioni e della metà per i restanti, salva la riduzione prevista dalla lettera e) del presente comma, e non si applica alcun altro aumento tra quelli previsti dal presente articolo a eccezione di quello previsto dalla lettera b) del presente comma;

8. Le spese di mediazione comprendono l'onorario del mediatore, che è dovuto per l'intero procedimento di mediazione indipendentemente dal numero di incontri svolti. Esse rimangono fisse anche nel caso di mutamento del mediatore nel corso del procedimento, ovvero di nomina di un collegio di mediatori, di nomina di uno o più mediatori ausiliari, ovvero di nomina di un diverso mediatore per la formulazione della proposta ai sensi dell’art. 16 del presente regolamento.

9. Nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, le parti sono tenute al versamento delle sole spese di avvio.

10. Le spese di mediazione sono dovute in solido da ciascuna parte che ha aderito al procedimento.

11. Ai fini della corresponsione dell’indennità, quando più soggetti rappresentano un unico centro d’interessi, si considerano come un’unica parte.

12. Gli oneri fiscali dell’accordo di conciliazione ed ogni spesa sostenuta nel corso del procedimento per attività richieste dalle parti sono a carico delle stesse.

13. I mediatori avranno diritto a percepire gli onorari solo dopo l’avvenuta riscossione del saldo delle indennità di mediazione da parte dell’Organismo.

14. Le modalità di distribuzione dell’onorario in caso di nomina di due o più mediatori e l’entità della trattenuta a favore dell’Organismo sono indicate in separato regolamento che è possibile visionare presso la segreteria dell’Organismo.

15. Si considerano importi minimi quelli dovuti come massimi per il valore della lite ricompreso nello scaglione immediatamente precedente a quello effettivamente applicabile; l’importo minimo relativo al primo scaglione è liberamente determinato.

16. Gli importi dovuti per il singolo scaglione non si sommano in nessun caso tra loro.

17. Gli importi minimi delle indennità per ciascun scaglione di riferimento, come determinati a norma della tabella A allegata al presente decreto, sono derogabili.

18. Il valore della lite è indicato nella domanda di mediazione a norma del codice di procedura civile.



Art. 22
modifiche del regolamento

1. L’Associazione può modificare il presente regolamento nel rispetto degli obblighi di pubblicità previsti dalla normativa di riferimento. Le modifiche apportate saranno applicabili ai soli procedimenti avviati successivamente all’approvazione da parte del Ministero della Giustizia.



Art. 23
allegati al presente regolamento

1. Costituiscono parte integrante del presente regolamento i seguenti allegati:

  • - Allegato “A” - Tabella delle indennità
  • - Allegato “B” - Norme di comportamento per i mediatori
  • - Allegato “C” - Scheda di valutazione della mediazione